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visitato ben un milione e *loading* volte, pazzesco!
il festival jazz di bologna consta di una mezza dozzina di appuntamenti a prezzi proibitivi. punta di diamante cassanda wilson che al teatro duse si fa pagare dai 15 ai 35 euro. che poi tutti i bolognesi adorano cassandra wilson, e quindi non si trovano posti nè a 15 nè a 40. che poi io a stento so chi è cassandra wilson. stessa storia per un gruppo bebop. settimana scorsa si è andati in un locale pubblicizzato come "minchia che sembra di stare in un locale jazz di new york". in realtà è un ristorante emiliano dove si servono tortellini a tavoli con tovaglie a quadratoni. a suonare bossa (genere già deprecabile) quarantenni poco convinti, da sottolineare la cantante che intona tanti auguri a tale marco, e somigliava di più lui a jfk di lei a marilyn. nonostante lui non l'abbia visto. ci si è divertiti scotomizzando l'inutile musica, momento clou mio fratello che alla richiesta d'accettazione della bottiglia di vino, proclamando "ho visto sideways", caccia un naso di 20 centimetri nel bicchiere, che io pensavo avesse sbagliato mira, poi fa un paio di sciacqui col rosso ed infine alza violentemente le sopracciglia in direzione della cameriera in segno d'assenso. molto, molto divertente. a fine serata 8 euro di musica ed altri 15 di vino. questo per dire che il jazz non si fa così. il jazz costa poco e si pratica in locali fumosi, dove musicisti mezzi brilli finiscono la serata completamente ciucchi, dove i tavoli in legno sono piuttosto unti, dove rapiti da una batteria ignorante si scuote la testa come i muppets. e preferibilmente dove un'olandese passa a portarti formaggio grasso e salume grasso da intingere nella birra del momento. insomma l'unico locale jazz è il duke jazz club di leiden. io voglio aprire il secondo vero locale jazz del mondo, chi fosse interessato lo dica.
nuovo surreale mattone de la repubblica: velvet.
da qui http://www.repubblica.it/supplementi/af/2006/11/06/modaedesign/023velvet.html
Velvet, lusso e tendenze ma lontano dal gossip
Cinquecentomila copie di tiratura [grassetto mio] per raccontare storie e portare alla ribalta i nuovi fenomeni artistici e culturali.
Gossip? No grazie. Il 9 novembre arriva in edicola, con una tiratura di 500 mila copie, "Velvet", il mensile di "Repubblica", diretto da Michela Gattermayer che apre un nuovo filone nel modo di raccontare la moda, la bellezza, le tendenze, il lusso, i personaggi, il life style. Innanzitutto Velvet è unisex, parla alle donne come agli uomini.
[...]
"Velvet" uscirà tra il 9 e il 12 di ogni mese e verrà allegato a "Repubblica", ma resterà in edicola tutto il mese. Il primo numero è corposo: 580 pagine in carta patinata [come sopra].
[...]
Il velluto è trasversale. Agli amanti della musica rock ricorda i "Velvet underground", ai cultori del cinema richiama "Blu velvet", il celebre film di David Lynch. Non solo. Ma "Velvet revolution" è il nome della lobby progressista americana che appoggia Hillary Clinton nella campagna presidenziale.
[faccetta mia]
verrebbe voglia di cominciare a comprare repubblica solo per smettere.
l'informazione non esiste, si dovrebbe giusto accendere la radio di tanto in tanto per sentire se è iniziata l'apocalisse.
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