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Venerdì sera il concerto degli Offlaga Disco Pax, in quel dell'estragon di Bologna, gentilmente gratuito.
Un concerto da seguire a braccia conserte, che se il cantante non canta tu non puoi di certo metterti a ballare. Puoi annuire, di tanto in tanto, lui se ne accorge ed è contento. Max, mi pare si chiami il cantante, è quanto di meno concertistico possa offrire il panorama musicale italiano. Emiliano con la pancetta, il maglioncino, legge i suoi testi da un leggio illuminato con una piccola lampadina. Non so se legge, perché ha quasi sempre gli occhi chiusi. E' di certo una figura rivoluzionaria, quella della rivoluzione mancata, dell'ironia sottotono. A metà concerto tossisce e si ferma un paio di minuti per le troppe sigarette abusive nel tendone.
Come tutti i fan della prima ora, già al secondo album l'istinto è quello di affermare che i veri classici sono nel primo album, quel socialismo tascabile con tatranky che è di una bellezza assoluta. Pezzo che chiude il concerto, infatti.
L'esibizione dal vivo non aggiunge molto, per chi già conosce gli offlaga. Le canzoni sono proposte in maniera ortodossa e non ci sono divagazioni d'intrattenimento col pubblico. Il nuovo Bakelite con la maggiore attenzione catalizzata ed il volume notevole svela numerose gemme, convincenti anche per l'ascoltatore rompipalle legato a kappler e piccolapietroburgo, cioè io. Ventrale, Sensibile, Fermo e soprattutto Venti Minuti, nuova candidata a pezzo superiore. Belle tutte le basi minimal elettroniche, gli Offlaga spargono neosensibilismo a piene mani. Le loro sono tutte canzoni amare, e anche la hit Robespierre è l'unica che viene ritoccata, privata della schitarrata strizzaocchio.
Mi sarebbe piaciuto registrare venti minuti, ma mi ha preso in contropiede. Ho ripreso praticamente tutto il bis, ma i bassi tostissimi hanno messo a dura prova il microfono della macchina fotografica. Kappler è inascoltabile, robespierre quella venuta meglio, tatranky la piazzo, ma se non la conoscete la ascoltate meglio comprandovi il disco. Comunque tutte riprese sono scurissime ché la performance è un po' così: crepuscolare.
njoy.
Robespierre
Tatranky

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