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visitato ben un milione e *loading* volte, pazzesco!
Nonostante avesse suscitato la mia curiosità parecchi mesi fa e lo abbia ascoltato appena uscito, non pensavo di scrivere su Anywhere I Lay My Head, perché credevo fosse un fenomeno dedicato ai maniaci di Scarlett Johansson o di Tom Waits. Invece l'ho visto agilmente venduto da Feltrinelli, ed essendo questo un sito mainstream non si può prescindere dalle indicazioni della Grande Distribuzione Organizzata.
Non sono prevenuto verso le cover di Waits, consapevole che fra queste si possa trovare al più qualche rilettura divertente. Non è questo il caso. Non si può dare una giusta critica a questo disco senza evocare il concetto di blasfemia. Il lavoro del più grande genio musicale vivente è ridotto ad un catalogo di testi ed a qualche indicazione di ritmo, non si trova nulla del suo spirito e non pare siano stati fatti grandi sforzi. Se pezzi come Falling Down e Anywere i Lay my Head sono orecchiabili, a patto di dimenticarne l'origine, cose tipo Green Grass, I Don't want to Grow Up, No One Knows I'm Gone, Who Are You, sembrano delle terribili marce funebri suonate (e cantate) da un commodore 64. Tutto il disco è arrangiato con riverberi ed echi a coprire il vocione atono di Scarlett; ricorda un po' i Jesus and Mary Chain, come sarebbero senza feedback e senza voglia di fare un cazzo.
E tutto questo nonostante si tenga presente che la Johansson è gnocca.
Passiano ad altro. Era il 1994 quando i Portishead avevavo buon gioco nel fomentare la depressione di noi postadolescenti con i bellissimi pezzi di Dummy. Adesso si ripropongono a noi post post postadolscenti con Third. Un album dei Portishead non mi ha mai preso completamente, ma dentro l'album ci sono sempre alcuni pezzi superiori. Anche in questo lavoro, meno innovativo rispetto ai precedenti di quanto possa sembrare ad un primo ascolto, ci sono cose un po' pesanti, cose belle, e c'è The Rip, che col suo passaggio dall'arpeggio analogico all'arpeggio digitale e con le note lunghissime tenute dalla Gibbons, regala una delle cose più belle del pop degli ultimi anni.
Questo post è la terza volta che lo scrivo, perché m'è saltato due volte splinder prima che mi decidessi ad aprire word. credetemi sulla parola quando vi dico che prima era più elaborato, perché mi sono rotto le palle e lo lascio così.

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