INIZIO SNAP FINE SNAP
qui non si pretende di non cambiare il mondo
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Riccardo Cocco
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visitato ben un milione e *loading* volte, pazzesco!
E' un luogo piccolo e inospitale, per non più di un milione e mezzo di persone. Un seminterrato con poche prese d'aria.
E' vero, mi troverò sempre bene con una minoranza di persone, ma qui si esagera.
Ieri è sparita la sinistra dall'Italia, e il pd nel suo obiettivo vero, quello raggiungibile, porta a casa una vittoria che va oltre le sue più rosee aspettative. Da diciassette anni il pds, poi ds, poi ulivo, poi unione, ora pd ha come suo avversario principale rifondazione comunista, poi rifondazione e comunisti italiani, poi sinistra arcobaleno. Il Partito Democratico, finalmente libero da qualsiasi tendenza ideologica, dalla sinistra e dal pensiero in generale, ha fatto scattare il fantastico trappolone dello spettro berlusconiano, mai efficace come questa volta. Chiusura totale alle alleanze e si può fare, spezzarci le gambe. Una decina di punti percentuali abbondanti in meno rispetto alla somma fra rifondazione, comunisti italiani e verdi di due anni fa significa che gli unici che hanno creduto a Veltroni, al populismo all'americana, sono loro (noi). Facendo leva su un altruismo disperato Veltroni è riuscito ad ottenere che cose come la partecipazione alle missioni di guerra (pardon, di pace), il precariato, il conflitto di interessi, il laicismo, le problematiche sociali e le politiche lavorative spariranno da oggi dal dibattito politico. Questi problemi non saranno più problemi. Perché negli ultimi anni sono stati problemi solo per la nostra scalcagnata sinistra.
Indeciso fino all'ultimo sulla possibilità di dare il voto al senato a Veltroni, fortunatamente non l'ho fatto. Ben lontano dall'essere neanche un'amara consolazione, rimane l'idea egocentrata di non aver contribuito alla scomparsa della politica in Italia. E adesso è tutto in discesa.
due parole su queste elezioni, sennò questo blog non ricorda più niente. sembra ieri che il cavaliere del lavoro silvio berlusconi ci dava dei coglioni e poi ammiccava indicandoci da raiuno e cancellandoci l'ici, e infatti erano pochi ieri fa. la rassegnazione e la vergogna a sottofondo costante di questa loffia campagna elettorale hanno impedito il ripetersi di momenti altrettanto significativi. ed io francamente non ho un cazzo da dire. dopo mesi di rigetto totale, eccomi a napoli a votare cose rosse, che di più non posso fare. the firstborn is dead è uno dei primi album di nick cave, uno dei più belli, lo riascoltavo ieri mentre scendevo in auto da bologna, con l'orecchio alla musica e l'occhio attento ai cazzutissimi sistemi di rilevazione della velocità. è molto molto blues, molto asciutto. così deve essere la nostra vita. blues e asciutta.
non ho fatto il post sul natale, ma uno di fine legislatura, qualunquista quanto mi pare, lo faccio. anche come promemoria.
promemoriando:
no legge sul conflitto di interessi
no revisione legge 30
no commissione g8
no rete4 sul satellite
no legge sulla telecomunicazione
governo gargantuesco
indulto
coniazione di termini insulsi quali "tesoretto", e quel che ne consegue
no dico, pacs e roba simile, e generale appecoronamento al papato
totale appecoronamento agli usa e no ritiro truppe
creazione del partito democratico
caduta del governo perchè hanno arrestato la moglie di mastella
tanto altro. ma quello a cui volevo arrivare è che i prossimi 5 anni di berlusconismo sono totalmente a carico di questo branco di merde. a cui, peraltro, non può fregare di meno. personalmente, ho finito di votare.
tutti sanno che la televisione è il posto più bello che ci sia. in tv si creano mondi autosufficienti, dai rassicuranti colori patinati. i tizi in tv hanno sempre qualcosa da dire, le femmine sono tutte fighe e i maschi dei drittacci, dei veri duri, quasi dei papponi. dai del figlio di puttana a qualcuno e sei un eccelso polemista, citi dante a sproposito (ultimamente dante va fortissimo) e sei un raffinato intellettuale, bestemmi la madonna e sei già fuori la tv. perchè questa ha dei limiti precisi, è questo che la rende così rassicurante.
solo ieri guardavo ennio doris, il rais di mediolanum, in amabile telepromozione con jerry scotti. che uomo straordinario, ennio doris, cento e rotti anni e nemmeno una ruga. per vedere dove va deve alzarsi la fronte con le mani. l'accento milanese, i coglioni di bronzo, il pezzo forte del suo repertorio è quando traccia il cerchio d'appartenenza. con le mani da jerry scotti, con un bastone sulla sabbia nelle pubblicità. ci scommetto che a ficcargli il bastone in culo e farlo girare sullo stesso, non si scomporrebbe.
io non trovo giusto che solo chi sta in tv possa vivere il meraviglioso mondo della tv. un'invenzione semplice e geniale ci può innalzare dal mediocre stato spettatoriale.

questi sono gli Occhiali Che Minchia Quando Li Metti Tutto Il Mondo Ti Sembra La Tv ®. sono in effetti un paio di occhiali cui sono state sapientemente applicate due calze di nylon. astuto sotterfugio, mutuato dalla sapiente lezione mediatica del nostro Caveliere del Lavoro, nel lontano '94.
le calze permettono finalmente una visione piacevolmente sfumata e dai colori caldi, per una percezione indispensabile alla costruzione di un'interiorità telvisivamente sana. le testimonianze dei primi acquirenti sono confortanti:
"pensavo che il mio capufficio fosse uno squallido qualunquista, ma da quando ho gli Occhiali Che Minchia Quando Li Metti Tutto Il Mondo Ti Sembra La Tv ®, mi sembra un garbato intrettenitore, come Fabio Fazio"
"pensavo che il mio vicino di casa fosse un rincoglionito allergico allo shampoo, ma da quando uso gli Occhiali Che Minchia Quando Li Metti Tutto Il Mondo Ti Sembra La Tv ®, è avvolto da una piacevole aria naif, come Marzullo"
"ero sicuro che mio zio fosse un ignorante leccaculo parafascista e guerrafondaio, con gli Occhiali Che Minchia Quando Li Metti Tutto Il Mondo Ti Sembra La Tv ® vedo un uomo arguto e possante, come Giuliano Ferrara"
"credevo di dover andare in galera, perchè sono orgogliosamente criminale, ma ho letto meglio la sentenza con gli Occhiali Che Minchia Quando Li Metti Tutto Il Mondo Ti Sembra La Tv ®, e a ben vedere mi tocca solo fare l'avvocato per un branco di sfigati. quando mi va."
e allora VIVA gli Occhiali Che Minchia Quando Li Metti Tutto Il Mondo Ti Sembra La Tv ®!
ENJOY.
L'AMACA
I Cavalieri dell'Ideale
di MICHELE SERRA
SI CAPISCE, uno ha tutto il diritto di coltivare i suoi ideali integerrimi. E di sentirsi eletto dal popolo lavoratore anche se è stato spedito in Senato da una segreteria di partito. Uno ha tutto il diritto di rivendicare purezza e coerenza, così non si sporca la giacchetta in quel merdaio di compromessi e patteggiamenti che è la politica. Però, allora, deve avere l'onestà morale di non fare parte di alcuna coalizione di governo. E deve dirlo prima, non dopo. Deve farci la gentilezza di avvertirci prima, a noi pirla che abbiamo votato per una coalizione ben sapendo che dentro c'erano anche i baciapile, anche i moderatissimi, anche gli inciucisti. A noi coglioni che di basi americane non ne vorremmo mezza, ma sappiamo che se governano gli altri di basi americane ne avremo il triplo.
Invece no: questi duri e puri se ne strafottono della nostra confusione e della nostra fatica. Prima salgono sulla barca della maggioranza, poi tirano fuori dal taschino il loro cavaturaccioli tutto d'oro e fanno un bel buco nello scafo, per meglio onorare la loro suprema coerenza e la nostra suprema imbecillità. Un bell'applauso ai Cavalieri dell'Ideale: tanto, se tornano Berlusconi e Calderoli, per loro cosa cambia? Rimarranno sul loro cavallo bianco con la chioma al vento.
(22 febbraio 2007)
questo articoletto di serra (uomo spesso faceto) riassume perfettamente una posizione del tutto sbagliata. la posizione del critico (alla maltese) che ogni giorno o settimana rileva le deficienze di questo governo, per poi inorridire di fronte all'operato di chi reagisce alle suddette deficienze (senza peraltro tener conto, nella fattispecie, di come l'operato oggetto dei suoi strali non sia in realtà responsabile dell'attuale crisi).
il governo prodi è immobile se non dannoso nella politica interna (vedi indulto e mancata regolamentazione del precariato), e pretende di imporre il pugno di ferro nella politica estera. poi trasecola. da pelle d'oca la performance di giordano (rif. com.) iersera a ballarò, infuriato, incredulo e quasi singhiozzante per le chiappe traballanti. l'apoteosi "in questo paese non c'è una legge sul conflitto di interessi". coosa?? mò te la faccio io, te la spedisco. chiccazzo la deve fare la legge sul conflitto di interessi? argomento evaporato il giorno stesso dell'insediamento della nuova maggioranza e misticamente risorto al minimo sentore di campagna elettorale.
incredibile come si possa spargere monnezza per mesi e si cerchi di abbozzare qualcosa di vicino all'ideologia ed alla coerenza in pochi minuti, quando si comincia ad affondare. attaccando, nel frattempo, chi è ritenuto colpevole di eccessiva ostentazione di ideologia e coerenza.
oh, paese di merda.
un paio di giorni fa a napoli, a qualche centinaio di metri da casa mia, un quindicenne è stato sgozzato da un sedicenne, pare perchè colpevole d'averlo guardato storto.
splendido intervento del vergognoso sindaco jervolino (quella che telefonava indignata alle trasmissioni che dicevano che a napoli c'è la camorra): "abbiamo bisogno di collaborazione. per cambiare le cose a napoli ci vorrebbero 20 anni". oh, l'iperbole, che cosa divina, con la sua magnificenza riscatta l'umano. questa cosa dei 20 anni la si dice più o meno dal 1861. io la sento da quando ho imparato a capire cosa dice la televisione. se la jervolino e bassolino avessero cominciato a fare qualcosa, una cosa qualsiasi, a partire dal primo mandato risalente al 1993, adesso napoli sarebbe vicina ad essere un luogo vivibile. ma posso assicurare che napoli si allontana sempre di più da qualsiasi realtà contribuisca a definire un luogo "vivibile".
c'è qualcosa di bellissimo in questo video, poesia e tensione frustrata alla divinità. il più classico dei peccati di ubris.
ho scoperto che era già successo, anche se in modo meno spettacolare. però il robotto che impreca in giapponese è da commuoversi. e le luci che si spengono...scopro di amare il tecnomelodramma.
ROMA, sabato 2 dicembre 2006. Imponente manifestazione del centrodestra, con la partecipazione, in veste di manifestanti, di qualche decina di migliaia di rappresentanti di forze nell'ordine, a reclutare di forza e manganellare i non partecipanti al corteo. nonostante questo, il panico si è impossessato degli intrepidi manifestanti, quando si è sparsa la voce di una carica da parte di un manipolo dissidente della Guardia di Finanza.
Orgoglioso Silvio Berlusconi: "nella storia della repubblica non s'è mai vista una tale concentrazione di evasori fiscali. ringrazio tutti per aver dato luogo alla più grande manifestazione di destra dopo la marcia su Roma".
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